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Ha vinto l’ideologia green: passata la direttiva europea "Case Green"


Non mi aggregherò al coro di coloro che oggi festeggiano per la direttiva "Case Green". Direttiva che l’Italia, senza tanti giri di parole, non può economicamente sostenere. Se continuiamo su questa linea le tasche dei cittadini si impoveriranno sempre di più in favore della Cina. Quando dovrete spendere decine di migliaia di euro per ristrutturare casa sapete chi ringraziare…



L’Unione europea prosegue imperterrita con la sua ideologia green, mirando a raggiungere gli obiettivi di abbattimento entro il 2030 delle emissioni europee di CO2 (che pesano per il 9% di tutte le emissioni di CO2 mondiali).

Nella seduta di Strasburgo di martedì 12 marzo, la maggioranza del Parlamento europeo, composta da sinistra e verdi, ha approvato la direttiva "Case Green" con 370 voti a favore e 199 voti contrari.

Il testo della direttiva sull'efficientamento della prestazione energetica nell'edilizia approvato dovrà essere recepito in Italia tra il 2025 e il 2026. Il provvedimento, sebbene meno estremo rispetto alla proposta iniziale, grazie alle nostre ferme proteste, prosegue nell’intento ideologico di questa Commissione, imponendo vincoli e obiettivi ambiziosi, praticamente irraggiungibili, su 5 milioni  di edifici in Italia, per una spesa prevista per attuare queste misure stimata a oltre 1.100 miliardi di euro.

Dopo le difficoltà finanziarie causate dal superbonus, ci troviamo di fronte a una nuova sfida che minaccia ulteriormente l'economia e la prosperità delle famiglie italiane, con questo provvedimento che rischia seriamente di mettere a repentaglio la proprietà di milioni di famiglie. Una tassa patrimoniale occulta, che andrà a colpire soprattutto le famiglie meno agiate, costringendole a indebitarsi per finanziare gli interventi necessari, o, in alternativa, subire la svalutazione immediata degli immobili con prestazioni energetiche inferiori, fino al 40% del valore dell'immobile.

A giugno ho lanciato personalmente un appello alla partecipazione collettiva, affinché la voce delle persone comuni si levi contro queste misure che rischiano di arrecare danni irreparabili alle famiglie e all'economia del nostro Paese, organizzando una raccolta firme per una petizione al Parlamento europeo, affinché la direttiva sull'efficientamento della prestazione energetica nell'edilizia venga applicata solo sugli edifici di nuova costruzione, che venga sospesa la sua introduzione per gli edifici già esistenti, consentendo di perseguire gli obiettivi di risparmio energetico in modo adatto alle specifiche abitative del territorio e che entri in vigore solo dopo aver definito le risorse disponibili per i cittadini e aver specificato le fonti di finanziamento. La petizione https://giulemanidallacasa.it/ prosegue, firma anche tu!



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