La politica regionale dell'Ue 2021-2027

Nei prossimi approfondimenti affrontiamo i principali programmi della politica di sviluppo regionale approvati dell'Ue: Interreg, React-Eu e JTF sviluppati per avvicinare tra loro e le regioni europee.



L'obiettivo principale della politica regionale dell'UE, nota anche come Politica di Coesione, è quello di affrontare gli squilibri territoriali, sociali ed economici esistenti tra le diverse regioni dell'UE.

La politica regionale riguarda tutte le Regioni e le città dell'Unione Europea e contribuisce a sostenere la creazione di posti di lavoro, la competitività delle imprese, la crescita economica, lo sviluppo sostenibile, nonché a migliorare la qualità di vita dei cittadini.

Per raggiungere questi obiettivi, e affrontare le diverse esigenze di sviluppo in tutte le regioni dell'UE, sono stati stanziati a favore della politica regionale europea 330 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, pari a un terzo del bilancio totale dell'UE per lo stesso periodo. Il sostegno finanziario è distribuito attraverso due fondi principali: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo di coesione (FC) che insieme al Fondo sociale europeo (FSE), al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), costituiscono i fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE).


Il 23 giugno il Parlamento Europeo ha dato il suo via libera definitivo all'adozione del pacchetto legislativo della coesione per il periodo finanziario 2021-2027.

Il pacchetto è un insieme di regolamenti che disciplinano i fondi strutturali e di investimento che finanzieranno progetti regionali e locali destinati a ridurre le disparità economiche e sociali tra gli Stati membri e le Regioni, e allo stesso tempo promuoveranno una ripresa sostenibile dalla pandemia investendo in priorità verdi e digitali.


Il pacchetto 2021-2027 segue la politica di coesione consolidata degli investimenti pluriennali, con la maggior parte delle risorse che vanno ai Paesi e alle Regioni meno sviluppate, tuttavia semplifica le regole e riflette le nuove priorità dell'UE di rafforzare l'innovazione e la digitalizzazione, la transizione verso un'economia a zero emissioni di carbonio, migliorando ulteriormente la connettività con i trasporti strategici e le reti digitali, e concentrandosi sull'inclusione sociale.


Nel complesso, circa il 30 % dei fondi strutturali contribuirà alla decarbonizzazione dell'economia, con un coefficiente climatico specifico per ciascun tipo di attività di investimento.

I progetti dovrebbero inoltre rispettare il principio "non arrecare danni significativi", in linea con gli obiettivi ambientali del Green Deal europeo.

Il pacchetto comprende: il Regolamento contenente le disposizioni comuni (CPR) a otto fondi europei gestiti congiuntamente dagli Stati Membri e dalla Commissione (gestione concorrente), tra i quali il Regolamento del Fondo europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e del Fondo di Coesione (FC), quello relativo al Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) e quello del Fondo per una transizione giusta (JTF).

Per l'entrata in vigore dei regolamenti bisognerà attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, dopo l’approvazione del Parlamento Europeo. I regolamenti entreranno in vigore il giorno successivo alla pubblicazione. Le allocazioni finanziarie, invece, saranno effettive con decorrenza dal 1° gennaio 2021.


Le risorse per la Politica di Coesione 2021-27

La Politica di Coesione post 2020 dispone di un budget di oltre 330 miliardi di euro, di cui:

· 200 miliardi e 360 milioni di euro per il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) finanziamenti regionali con un sostegno mirato a determinate regioni e zone e una maggiore attenzione alle città e allo sviluppo urbano sostenibile; sostenere la competitività e la creazione di posti di lavoro nelle piccole e medie imprese. Finanziato dal FESR, il programma INTERREG destinerà oltre 8 miliardi di euro a progetti transfrontalieri per aiutare le regioni frontaliere a sviluppare il loro potenziale economico.

· 42 miliardi e 556 milioni di euro per il Fondo di Coesione (FC) EUR per gli Stati membri il cui RNL pro capite è inferiore al 90 % della media dell'UE; sostiene le reti trans-europee dei trasporti e i progetti nel settore dell'energia e dei trasporti a beneficio dell'ambiente.

· 87 miliardi e 995 milioni di euro per il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), che accorpa l'attuale Fondo sociale europeo (FSE), l'Iniziativa per l'occupazione giovanile (IOG), il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD), il Programma per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI)

· 7,5 miliardi per il Just Transition Fund (JTF), che però è alimentato con ulteriori 10 miliardi di euro nell'ambito del pacchetto Next Generation EU (NGEU).

Sempre nell'ambito di NGEU è previsto anche uno strumento ponte tra la programmazione 2014-2020 e la Politica di Coesione 2021-2027, denominato REACT-EU, cui l'accordo tra Parlamento Europeo e Consiglio ha riconosciuto risorse per 47,5 miliardi di euro.

La nuova Politica Regionale rivestirà un ruolo cruciale nella ripresa dalla crisi dovuta alla pandemia di Covid-19, promuovendo la convergenza tra le regioni europee e facendo in modo che nessuno rimanga indietro. Così, una della voci di bilancio più pesanti del Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE, da tempo oggetto di tentativi di ridimensionamento, torna al centro della scena in chiave anti-Covid.



I fondi europei regionali a disposizione dell'Italia nel settennato 2021-27


FESR, INTERREG e FSE+ Nella prossima programmazione l'Italia è il secondo beneficiario dei fondi europei della Politica di Coesione, dopo la Polonia, con 37 miliardi e 341 milioni di euro a prezzi 2018, su un totale di 330,2 miliardi. In prezzi correnti si tratta di 42 miliardi e 85 milioni di euro.

REACT-EU Nel 2021 l'Italia avrà 11,3 miliardi di euro a titolo di REACT-EU, il programma ponte tra attuale e futura Politica di Coesione previsto dal pacchetto Next Generation EU. Complessivamente REACT-EU dovrebbe portare in dote circa 14 miliardi all’Italia che è il primo paese beneficiario.

JTF All'Italia andrà il 5,4% della dotazione del Fondo per una transizione giusta, pari a 937 milioni di euro a prezzi 2018. Di questi, 535 milioni sarebbero a carico di NGEU e 401 a valere sul Quadro Finanziario Pluriennale.


I cinque obiettivi di Policy dei fondi strutturali europei:

Tra le maggiori novità della Politica Regionale 2021-27 c'è il passaggio dagli 11 obiettivi tematici della scorsa programmazione a cinque obiettivi di Policy:


Ø un'Europa più competitiva e intelligente, che riunisce i temi dell'innovazione, della digitalizzazione, della trasformazione economica e del sostegno alle PMI, attraverso la promozione di una trasformazione economica innovativa e intelligente e della connettività regionale delle TIC;


Ø un'Europa resiliente, più verde e a basse emissioni di carbonio ma in transizione verso un’economia a zero emissioni di carbonio, attraverso la promozione di una transizione verso un’energia pulita ed equa, di investimenti verdi e blu, dell’economia circolare, dell’adattamento ai cambiamenti climatici e della loro mitigazione, della gestione e prevenzione dei rischi nonché della mobilità urbana sostenibile;


Ø un'Europa più connessa, attraverso gli investimenti nelle reti strategiche digitali e nei trasporti, rafforzamento della mobilità;


Ø un'Europa più sociale e inclusiva, che sostiene l'attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali e gli investimenti per la formazione, l'occupazione, l'accesso alla sanità;


Ø un'Europa più vicina ai cittadini, attraverso la promozione dello sviluppo sostenibile e integrato di tutti i tipi di territorio, a supporto delle strategie sviluppate a livello locale e dell'Agenda Urbana.


La classificazione delle Regioni

Le risorse del FESR e dell'FSE+ destinate all'obiettivo "Investimenti a favore dell'occupazione e della crescita" saranno assegnate a tre tipi di Regioni di livello NUTS 2, definiti in base al rapporto tra il rispettivo PIL pro capite e il PIL medio dell'UE a 27 per lo stesso periodo di riferimento:

· Regioni meno sviluppate, il cui PIL pro capite è inferiore al 75% della media del PIL dell'UE a 27;

· Regioni in transizione, il cui PIL pro capite è compreso tra il 75% e il 100% della media del PIL dell'UE a 27;

· Regioni più sviluppate, il cui PIL pro capite è superiore al 100% della media del PIL dell'UE a 27.

Il Fondo di Coesione sosterrà solo gli Stati membri il cui reddito nazionale lordo (RNL) pro capite risulti inferiore al 90% dell'RNL medio pro capite dell'UE a 27 per lo stesso periodo di riferimento. Il Fondo di Coesione riguarda principalmente i Paesi dell’est europeo.

Tassi di cofinanziamento

In base all'intesa tra le Istituzioni Europee, il tasso di cofinanziamento UE per l'obiettivo "Investimenti a favore dell'occupazione e della crescita" non sarà superiore:

· all'85% per le Regioni meno sviluppate;

· al 70% per le Regioni in transizione che nel periodo di programmazione 2014-2020 erano classificate come Regioni meno sviluppate;

· al 60% per le Regioni in transizione;

· al 50% per le Regioni più sviluppate che nel periodo 2014-2020 erano classificate come Regioni in transizione;

· al 40% per le Regioni più sviluppate;

· all'85% per le Regioni ultra periferiche.


Il tasso di cofinanziamento per il Fondo di Coesione non sarà superiore all'85%, mentre per le priorità che sostengono azioni innovative e per il sostegno agli indigenti nel quadro dell'FSE+ potranno essere previsti tassi di cofinanziamento più elevati.

Quanto ai programmi Interreg, in generale, il cofinanziamento UE non sarà superiore all'80% ma per i programmi di cooperazione transfrontaliera esterna potranno applicarsi tassi di cofinanziamento più elevati.

Il cofinanziamento UE per le priorità supportate dal JTF, sempre con riferimento alle aree identificate nei Piani territoriali di transizione giusta, non dovrà superare:

· l'85% per le Regioni meno sviluppate,

· il 70% per le Regioni in transizione,

· il 50% per le Regioni pià sviluppate.


Le misure di assistenza tecnica attuate su iniziativa o per conto della Commissione, infine, potranno essere finanziate al 100%.



Tassi di prefinanziamento

La Commissione verserà il prefinanziamento agli Stati membri in base al sostegno totale fornito dai diversi fondi indicato nella decisione di approvazione del Programma operativo. Il prefinanziamento per ciascun fondo sarà versato in frazioni annuali, subordinatamente alla disponibilità di finanziamenti, in misura pari allo 0,5% del totale per ciascun anno dal 2021 al 2026.

Il prefinanziamento per i Programmi Interreg, invece, sarà versato in frazioni annuali di importo pari all'1% delle risorse nel 2021 e nel 2022 e in misura pari al 3% del totale in ciascuno degli anni dal 2023 al 2026.


Condizionalità macroeconomica

Per quanto riguarda il collegamento tra le politiche di finanziamento dell'Unione e la governance economica dell'Unione nell'ambito del Semestre europeo, il Regolamento CPR stabilisce che la Commissione potrà richiedere revisioni o modifiche dei Programmi cofinanziati dai fondi UE al fine di sostenere l'attuazione delle raccomandazioni del Consiglio, ma la sospensione dei fondi europei per mancato rispetto delle linee guida in materia di politiche economiche e occupazionali da parte degli Stati membri potrà essere


applicata solo tra il 2023 e il 2025. Le procedure, quindi, non potranno essere attivate prima del 2023, né dopo il 2026, e non potranno riguardare gli stessi Programmi operativi per due anni consecutivi.

Le sanzioni legate al mancato rispetto degli obiettivi economici nazionali, ad esempio nelle procedure per disavanzo eccessivo, non saranno applicabili finché sarà attivata la clausola di salvaguardia generale del Patto di stabilità e crescita, che la Commissione ha proposto di estendere a tutto il 2022 in considerazione del perdurare della pandemia.


Obbiettivi climatici

Anche la Politica di Coesione contribuirà all'impegno di destinare il 30% dei fondi europei 2021-27 all'obiettivo della decarbonizzazione dell'economia UE e di finanziare progetti che rispettano il principio dell'European Green Deal "do no significant harm", cioè non arrecare alcun danno significativo.

La quota di risorse destinata agli investimenti verdi, così come a quelli per la trasformazione economica intelligente, sarà più alta negli Stati Membri e nelle regioni con un PIL pro capite più elevato, mentre quelli meno prosperi potranno investire maggiormente nel sostegno all'occupazione, all'istruzione e all'inclusione sociale dei gruppi svantaggiati.


Priorità della Politica di Coesione post 2020

Sostegno a cittadini e aziende, creazione di solide basi per la ripresa dalla crisi del Coronavirus, ripristino dell'occupazione, promozione di un'economia resiliente basata sugli obiettivi gemelli della transizione verde e digitale. Questi gli obiettivi che la Commissione UE vuole mettere al centro delle nuove proposte per la Politica di Coesione 2021-2027. Cambia la rilevanza di alcuni ambiti di intervento: assumono maggiore rilievo, nel contesto dell'emergenza Coronavirus, il sostegno ai settori della sanità, del turismo, delle PMI, dell'istruzione.

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