LA PAC IN ITALIA


In questo secondo appuntamento sulla Politica Agricola Comune entro nel dettaglio su quanto questo importante settore della politica europea incide sul nostro Paese: la dotazione complessiva, un’analisi della situazione agricola italiana e gli obiettivi europei specifici per aggiornare e sviluppare l’ambito agricolo, la formazione e l’ecosostenibilità di questo settore fondamentale che impiega oltre 1 milione e 125 mila addetti e risulta al primo posto in Europa, con 31,9 miliardi di euro, per il valore della produzione delle attività agricole connesse (trasformazione, vendita diretta, agriturismo ecc.) e al terzo posto, con 56,6 miliardi di euro, dopo Francia e Germania per il valore della produzione in generale.

La Politica Agricola Comune - PAC è la risposta dell'Europa all'esigenza di garantire un tenore di vita dignitoso a 22 milioni di agricoltori e lavoratori agricoli e un approvvigionamento alimentare stabile diversificato e sicuro ai suoi 500 milioni di cittadini. In quanto politica comune per tutti i 27 Paesi della Comunità Europea, la PAC rafforza la competitività e la sostenibilità dell'agricoltura della Comunità Europea tramite pagamenti diretti mirati a stabilizzare i redditi degli agricoltori e finanzia progetti rispondenti alle esigenze specifiche di ogni Paese attraverso programmi di sviluppo rurale nazionali o regionali riguardanti anche il più ampio contesto dell'economia rurale. La PAC, inoltre, prevede sia una serie di misure di mercato, tra cui strumenti atti a superare le difficoltà di mercato, sia altri interventi aggiuntivi a completamento della sua azione di sostegno agli agricoltori, quali i loghi di qualità o la promozione dei prodotti agricoli della Comunità Europea.


BUDGET ITALIA

L’ Italia PER IL PERIODO 2021 -2027 avrebbe una dotazione complessiva di circa:

· 36,3 miliardi a prezzi correnti (24,9 miliardi per i pagamenti diretti);

· 2,5 miliardi per le misure di mercato;

· 8,9 miliardi per lo sviluppo rurale

· 32,3 miliardi a prezzi costanti (oltre 22,1 miliardi per i pagamenti diretti);

· 2,2 miliardi per le misure di mercato;

· 7,9 miliardi per lo sviluppo rurale.

Si tratta di una riduzione di circa 4,7 miliardi di euro rispetto agli oltre 41 miliardi della PAC 2014-2020, di cui 27 miliardi per i pagamenti diretti, 4 miliardi per le misure di mercato e 10,5 miliardi per lo sviluppo rurale. Secondo la proposta della Commissione europea, l'Italia sarebbe dunque il quarto Paese beneficiario dei fondi PAC 2021-2027, dopo Francia (62,3 miliardi a prezzi correnti; 55,3 miliardi a prezzi costanti), Spagna (43,7 miliardi; 38,9 miliardi) e Germania (40,9 miliardi; 36,4 miliardi).

Il territorio - L'Italia:

· ha una popolazione di quasi 61 milioni di abitanti, di cui poco più del 20% vive in zone rurali;

· ha un'estensione di 302.069 km², con una superficie agricola utilizzata (Sau) di circa 13 milioni di ettari, di cui quasi 3 milioni (il 21%) irrigui e altri 4 milioni (il 31%) irrigabili;

· ha un settore agricolo altamente diversificato con notevoli disparità regionali in termini di strutture agricole e di produzione il che si riflette nel gran numero di prodotti registrati come indicazioni geografiche, più che in qualsiasi altro Stato membro;

· deve affrontare le sfide specifiche delle aree del Mediterraneo, in particolare la limitatezza delle risorse disponibili, quali la scarsità di acqua e le conseguenze dei cambiamenti climatici.


L'agricoltura italiana è caratterizzata da:

· aziende agricole di piccole dimensioni: il 58,7% delle aziende ha infatti un’estensione inferiore a 5 ettari, mentre la dimensione media- 12 ettari- è inferiore a quella della CE - 28 - 16,1 ettari;

· l'età degli agricoltori piuttosto elevata (solo il 4,5% degli agricoltori italiani ha meno di 35 anni, rispetto al 5,9% nella CE- 28) e l'attuale fenomeno di spopolamento rurale;

· un contributo all'economia del Paese pari al 2,2% del valore aggiunto lordo totale (CE- 28 - 1,6%) è un contributo all’occupazione pari al 3,6% dell’occupazione totale (4,7% CE- 28).



Fonte: MIPAAF ante Brexit

LA POLITICA AGRICOLA IN ITALIA

In un quadro normativo non ancora definito e consolidato, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf), in collaborazione con le Regioni e Province autonome - e con il supporto della Rete Rurale Nazionale - ha avviato le attività di approfondimento e di confronto indispensabili per costruire la cornice nel cui ambito definire le strategie di intervento, indipendentemente dalle caratteristiche nazionali o regionali che queste assumeranno.

L'approccio adottato vede, pertanto, il costante coordinamento con le strutture istituzionali nazionali, regionali e provinciali, attraverso l'organizzazione di un tavolo tecnico volto a: definire una base comune informativa (di dati e analisi) funzionale al lavoro; definire l'analisi di contesto e la SWOT; avviare la riflessione su strategia di intervento e risultati da raggiungere; strutturare un percorso di sistematizzazione delle esigenze settoriali e territoriali rispetto agli obiettivi della PAC.

Ai lavori del tavolo, oltre alle Regioni e Province autonome, partecipano amministrazioni centrali competenti su tematiche interessate, direttamente o indirettamente, dalla riforma della politica agricola (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - MATTM, Ministero dello Sviluppo Economico - MISE, Ministero della Salute, Presidenza del Consiglio dei Ministri con il Dipartimento della Protezione civile e il Dipartimento per le Politiche di Coesione), enti statistici e di ricerca (ISTAT, ISPRA, ENEA).

Per approfondire clicca qui e qui


Le raccomandazioni di Bruxelles all'Italia

Il passaggio a un sistema alimentare sostenibile rappresenta per l'Italia una sfida, ma anche un'opportunità. secondo la Commissione, l'invecchiamento della popolazione agricola, il basso livello di digitalizzazione e le piccole dimensioni delle aziende contribuiscono alla bassa crescita della produttività e alla volatilità dei redditi agricoli e limitano la competitività dell'agricoltura italiana, nonostante il buon livello di organizzazione dei produttori.

Oltre al ricambio generazionale, all'accesso alla banda larga e alle nuove tecnologie digitali, serve un'attenzione specifica al trasferimento di conoscenze e innovazioni in ambito agricolo e alla formazione degli agricoltori, oltre a misure dirette a favorire l'imprenditoria e l'occupazione femminile di qualità in agricoltura e l'inclusione sociale delle persone più vulnerabili che abitano i territori rurali.

Sul fronte ambientale, la riduzione delle emissioni riconducibili all'agricoltura e l'adattamento ai cambiamenti climatici, anche alla luce della vulnerabilità dell'Italia al rischio idrogeologico, ridurre l'uso di pesticidi, migliorare la valorizzazione delle foreste, l'azione a tutela della biodiversità e il welfare animale.

30 visualizzazioni0 commenti