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26 Gennaio, celebriamo la Giornata nazionale della memoria e del sacrificio degli Alpini


La Giornata nazionale della memoria e del sacrificio degli Alpini è stata istituita con la legge n. 44 del 5 maggio 2022 e si celebra il 26 gennaio di ciascun anno. Lo scopo del provvedimento è tenere vivo il ricordo della battaglia di Nikolajewka, combattuta dagli alpini il 26 gennaio del 1943 e di promuovere

"i valori della difesa, della sovranità e dell'interesse nazionale, nonché dell'etica della partecipazione civile, della solidarietà e del volontariato, che gli alpini incarnano" (art.1).


W gli Alpini, il loro coraggio, dedizione e sacrificio.


Vorrei condividere con voi le parole di Ugo Balzari, reduce della ritirata di Nikolayewka.


Conquistata Nikolaevka, don Carlo chiede al colonnello Adami quattro uomini per ritornare sul campo di battaglia a benedire i morti. Io sono uno dei quattro. Ci dice di lasciare gli sci e portare il tascapane. Partono per un viaggio all’indietro. «È quasi buio. “Ragazzi”, ci dice don Gnocchi, “sono obbligato a chiedervi tanto coraggio. Dovete mettere in fila, allineati al meglio, i corpi dei morti così che io possa benedirli. Poi, scucite le piastrine di riconoscimento e mettetele nel tascapane”. È distrutto, fisicamente e moralmente. A 40 gradi sottozero, immersi nella neve, tiriamo per i piedi, per le braccia, per le gambe, per i baveri ghiacciati, quello che troviamo di uomini. Don Carlo si trascina da un corpo all’altro in ginocchio, cercando di fare il segno della croce. A un certo punto si volta verso di noi: “Ho finito l’olio santo; userò la neve”. Parla sottovoce, scuotendo la testa: “Dio mio, perché? Perché? Dimmi perché, Dio mio. Io non capisco”. Poi si accorge che mettiamo in fila solo gli alpini. Dolcemente, ci dice: “Ragazzi, per favore, non ci sono solo gli alpini, ma tutti, tutti. Italiani, russi, tedeschi. Tutti, perché qui ci sono solo creature di Dio”. Al ritorno gli consegniamo le piastrine. Più tardi saprò che don Carlo le avrebbe consegnate casa per casa, nelle vallate degli alpini, visitando le famiglie dei caduti, una parola di conforto per tutti».

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